domenica 14 settembre 2008

Allergie e Intolleranze alimentari

Si sente spesso parlare di intolleranze alimentari e di allergie alimentari quasi fossero sinonimi, in realtà si tratta di due patologie ben distinte, anche se talvolta possono manifestare alcuni sintomi simili.

Allergie

Alla base di una reazione allergica vi è una reazione spropositata del sistema immunitario che reagisce contro un agente che riconosce come estraneo, scatenando una serie di reazioni che danno origine al fenomeno dell’allergia. Possiamo dire che il nostro organismo si difende contro questi agenti esterni che riconosce come dannosi. A volte questi agenti esterni sono contenuti negli alimenti. Non tutti gli individui sono sensibili, poiché solo in alcuni di essi vi è un sistema immunitario che è iperreattivo verso molti tipi di allergeni contenuti negli alimenti. Responsabili delle reazioni allergiche sono gli anticorpi IgE, essi vanno a reagire con la parte proteica dell’allergene dando avvio ad un processo che libera istamina (responsabile del prurito, gonfiore e rossore). In teoria un individuo potrebbe essere allergico a tutto ciò con cui entra in contatto, se i suoi anticorpi si legano all’antigene e scatenano allergia. Una piccolissima quantità di allergene molto spesso è in grado di provocare reazioni anche fatali, per questo motivo gli individui allergici a certi alimenti devono fare particolare attenzione a ciò che mangiano. Spesso però pur prestando attenzione alla propria alimentazione, evitando certi cibi e leggendo le etichette, non è possibile evitare reazioni allergiche quando nell’etichetta non è riportata la quantità, seppur minima, di un determinato alimento contenuto in tracce. Sarebbe opportuno che le aziende produttrici di alimenti riportassero sempre in etichetta tutti gli ingredienti utilizzati e segnalassero anche la possibilità di “contaminazioni crociate” in seguito al processo di lavorazione.

Intolleranze

Le intolleranze alimentari sono causate molto spesso da un cattivo funzionamento del sistema digerente, cioè nella mancanza o diminuzione di determinati enzimi, responsabili della digestione di alcune sostanze che ingeriamo. Ad esempio l’intolleranza al lattosio è causata dalla carenza di un enzima capace di digerire il lattosio e trasformarlo in glucosio e galattosio. Quando il lattosio non viene digerito si accumula nell’intestino e poiché non viene assorbito, da inizio ad una serie di sintomi quali diarrea, gonfiori e nausea. A differenza delle allergie, piccole quantità di cibo possono essere tollerate senza particolari problemi poiché alla base vi è un meccanismo che non coinvolge il sistema immunitario. Molto spesso un individuo diventa intollerante ad un determinato cibo semplicemente poiché ha smesso di mangiarlo, come nel caso del lattosio: il latte che si beveva da piccoli, nell’età adulta può dare problemi se si è smesso di berlo per molto tempo. Infatti gli enzimi responsabili della digestione del lattosio hanno smesso di funzionare perché non “stimolati” e quindi non sono più in grado di metabolizzare il lattosio che si accumula nell’intestino.

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